Amnesty International - Comunicati Stampa
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2004
08/11/2004
Isole Salomone: stupratori impuniti, donne terrorizzate
“Avevo 14 anni. Il signor N. [capo della polizia] arrivò alle 10 di sera, mi puntò un’arma contro e mi obbligò a seguirlo. Gli uomini erano già pronti. Mi fecero prendere delle foglie di noce di betel [una droga locale], mi interrogarono e poi andarono a chiamare il comandante. Quell’uomo mi stuprò. Mi fece molto male e sanguinai. Non mi curò nessuno…”
(testimonianza di una studentessa di 16 anni di Guadalcanal)
Centinaia di casi di stupro, tortura e altre violenze rimangono irrisolti nelle isole Salomone, poiché le vittime, temendo per la propria vita, rinunciano a denunciarli alla polizia. Gli anni della guerra civile in questa parte del Pacifico meridionale hanno lasciato profondi traumi nelle donne e nelle ragazze.
Un rapporto diffuso oggi da Amnesty International, nell’ambito della sua campagna mondiale contro la violenza sulle donne, rivela la reale dimensione e le conseguenze della violenza subita dalle donne nei cinque anni di conflitto. Ad esempio, su 55 donne residenti sulla Weathercoast incontrate da Amnesty, 19 sono state stuprate da gruppi armati che hanno messo a ferro e a fuoco il loro villaggio; 13 delle vittime erano minorenni, la più piccola aveva 11 anni.
“I responsabili di questi atti di violenza contro le donne – polizia, gruppi armati o singole persone – vengono raramente portati di fronte alla giustizia. Per quello che ne sappiamo, solo in pochissimi casi alle denunce di stupro è seguita la condanna degli autori”
, ha dichiarato Heinz Schurmann-Zeggel, ricercatore di Amnesty International per l’area del Pacifico.
“Accade di rado che i testimoni e le vittime denuncino questi episodi, perché non c’è modo di farlo o perché temono rappresaglie. Nei casi di stupro, sono spesso i parenti di sesso maschile a scoraggiare le donne a rivolgersi alla polizia o a collaborare alle inchieste”
.
Anche adesso che il conflitto è terminato, la violenza contro le donne prosegue, specialmente in ambito familiare. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati segnalati circa 200 casi di stupro, un dato definito “agghiacciante” dal capo della polizia delle Salomone. Questo organismo non ha i fondi per formare il proprio personale e il governo non fornisce neanche la minima attrezzatura necessaria.
La discriminazione contro le donne esaspera la violenza. Le donne sono scarsamente rappresentate nella polizia, negli organi di giustizia e nella politica. Troppo spesso gli aiuti internazionali vanno a beneficio delle opportunità economiche degli uomini senza venire incontro ai bisogni della popolazione femminile.
“Le donne delle isole Salomone subiscono una doppia invisibilità: come vittime del conflitto e ora come potenziali protagoniste del ritorno alla pace e del ripristino dei diritti umani”
– ha affermato Schurmann-Zeggel.
Amnesty International chiede al governo delle isole Salomone di:
- redigere e applicare un piano nazionale sulla violenza contro le donne;
- richiedere assistenza internazionale per garantire che la polizia rispetti e applichi gli standard internazionali;
- istituire un’unità di polizia specializzata sulla violenza contro le donne e le bambine, che collabori con le autorità sanitarie;
- coinvolgere le donne in modo paritario rispetto agli uomini nei progetti di sviluppo.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 8 novembre 2004
Il rapporto
Solomon islands: Women confronting violence
è disponibile presso il sito Internet:
http://www.amnesty.org
e l’Ufficio stampa di Amnesty International Italia.
Per informazioni sulla campagna mondiale Mai più violenza sulle donne:
http://www.amnesty.it/campaign/maipiuviolenzasulledonne/
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