Amnesty International - Comunicati Stampa

CS150-2004 02/11/2004

Lettera aperta all'Unione Europea sul "Programma dell'Aia"

Alla vigilia del summit dell’Unione Europea (UE) in programma questa settimana a Bruxelles, Amnesty International ha diffuso oggi il testo di una lettera aperta indirizzata ai venticinque capi di Stato e di governo in cui sollecita l’UE a essere all’altezza della propria ambizione di promuovere i diritti umani attraverso politiche efficaci, che risultino coerenti e siano sostenute da adeguate risorse.

La lettera aperta contiene una riflessione critica sui contenuti relativi ai diritti umani del cosiddetto “Programma dell’Aia” (la cui adozione è prevista nel summit di questa settimana), che delinea una politica quinquennale finalizzata a “rafforzare la libertà, la sicurezza e la giustizia” nell’UE.

“Amnesty International è sempre più preoccupata per il fatto che, nonostante le intenzioni e gli appropriati riferimenti ai diritti fondamentali, il Programma dell’Aia rimanga ancora pieno di indeterminatezza sul modo in cui l’UE sarà all’altezza della propria ambizione. Il Programma manca di coerenza laddove descrive le strutture e gli strumenti necessari per garantire i diritti fondamentali e non prevede risorse adeguate” – si legge nella lettera.

Tra i temi sollevati da Amnesty International, figurano i seguenti:

- proposta di un’agenzia dell’UE sui diritti umani: non dimostra la reale volontà degli Stati dell’UE di affrontare la situazione dei diritti umani al loro interno. La fiducia nella determinazione dell’UE di proteggere i diritti fondamentali non è propriamente rafforzata dal suggerimento della Commissione che l’agenzia sia una “struttura leggera in termini di staff e di bilancio”;
- garanzie comuni in tema di procedimenti penali: il Programma dell’Aia non prevede sufficiente bilanciamento tra la necessità di combattere il crimine in modo efficace e quella di proteggere i diritti fondamentali delle persone;
- sistema comune in tema di asilo: pur apprezzando l’impegno a pervenire a una procedura comune, Amnesty International sottolinea che il sistema comune si baserà su un basso livello di condivisione; pertanto, l’organizzazione sollecita gli Stati membri a modificare la direttiva sulle procedure di asilo in modo da assicurare il rispetto delle garanzie basilari;
- dimensione esterna di asilo e immigrazione: il Programma dell’Aia segna un decisivo mutamento nell’intento dell’UE di portare la lotta contro l’“immigrazione illegale” nel contesto delle relazioni esterne. La “partnership” con i paesi terzi sembra essere diventata il principale riferimento degli sforzi per impedire l’ingresso nell’UE. Tuttavia, come si è visto nelle recenti discussioni sui “centri di accoglienza” nei paesi confinanti, se l’UE intende rispettare pienamente i propri obblighi di protezione, vi sono ancora molti aspetti da risolvere riguardo alla dichiarata ambizione dell’UE di controllare l’immigrazione, fornire assistenza umanitaria e sostenere il capacity building. La lettera aperta di Amnesty International mette in evidenza che le condizioni per la cooperazione dei paesi terzi sono state ammorbidite, con il cambio della formulazione da “seguire gli obblighi della Convenzione di Ginevra” a “dimostrare il sincero impegno a seguire gli obblighi”.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 2 novembre 2004

Il testo della lettera aperta è disponibile presso il sito di Amnesty International www.amnesty-eu.org e l’Ufficio stampa di Amnesty International Italia.

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