Amnesty International - Comunicati Stampa
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2004
25/11/2004
Ucraina, garantire la liberta' di espressione
Amnesty International ha sollecitato oggi le autorità ucraine a garantire che le forze dell’ordine rispettino il diritto alla libertà di riunione e di espressione e il principio della proporzionalità nell’uso della forza. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto garanzie che i manifestanti non vengano sottoposti a maltrattamenti o arrestati per aver esercitato il loro diritto di manifestazione pacifica.
La tensione nella capitale Kiev è in aumento. Militanti dell’opposizione, provenienti da tutto il paese, continuano ad arrivare in piazza dell’Indipendenza per contestare i risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali. La commissione elettorale centrale ha proclamato vincitore Viktor Yanukovych ma il candidato dell’opposizione, Viktor Yushchenko, ha affermato che i dati sono stati falsati e, citando l’esempio della Georgia, ha chiesto ai suoi sostenitori di continuare a lottare in modo non violento per ottenere la cancellazione dei risultati.
Secondo Amnesty International, le autorità ucraine hanno sia la responsabilità che l’obbligo di tutelare la sicurezza e l’incolumità di proprietà e persone. Tuttavia, esse hanno anche il dovere di garantire che la popolazione possa esercitare in modo pacifico il proprio diritto alla libertà di riunione e di espressione.
Amnesty International ha ricordato al governo di Kiev gli obblighi presi a livello internazionale e ha chiesto garanzie sul rispetto degli standard relativi all’uso della forza nel corso delle operazioni di polizia.
Nei mesi che hanno preceduto il secondo turno elettorale, Amnesty International ha ricevuto denunce di violazioni del diritto alla libertà di riunione e di espressione e del diritto a non essere sottoposti ad arresto o detenzione di natura arbitraria. Esponenti dell’organizzazione giovanile di opposizione Pora sono stati arrestati in varie località del paese; a Sumy osservatori elettorali e semplici cittadini che si erano recati a un seggio per chiedere informazioni sull’esito del primo turno sono stati a loro volta arrestati.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 23 novembre 2004
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