Amnesty International - Comunicati Stampa

CS110-2004 30/08/2004

Nepal: l’aumento allarmante delle “sparizioni” alimenta la crisi dei diritti umani

In occasione della celebrazione della Giornata internazionale dello “scomparso”, Amnesty International ha rivelato che, secondo quanto riferito all’organizzazione, in Nepal vi sono stati 378 casi di “scomparsi” nell’ultimo anno, molti di più del totale riscontrato negli ultimi 5 anni.

Nel rapporto Nepal: “sparizioni” in aumento in un clima di impunità, Amnesty International descrive una crescita della cultura dell’impunità nella quale le forze di sicurezza ostacolano regolarmente le indagini sulle “sparizioni” condotte dalle corti nepalesi e dalla Commissione nazionale per i diritti umani.

“La drammatica intensificazione delle ‘sparizioni’ non sta solo causando grave sofferenza alle vittime e alle loro famiglie, ma sta anche minando lo stato di diritto così come la fiducia dei nepalesi nelle forze di sicurezza e nel governo del loro paese” ha dichiarato Amnesty International.

Il rapporto è stato inviato al Primo ministro nepalese Sher Bahadur Deuba insieme ad una lettera con le preoccupazioni di Amnesty International.

L’organizzazione ha espresso spesso le proprie preoccupazioni per la pratica delle “sparizioni” ad opera delle forze di sicurezza per coloro che sono sospettati di coinvolgimento nel Partito comunista del Nepal (CPN - maoista), un gruppo di ribelli che ha combattuto per otto anni una “guerra popolare” con le forze del governo. Tuttavia, ora sembra che questi abusi si stiano compiendo in un’escalation inaudita con una media di almeno un caso al giorno, secondo quanto riferito ad Amnesty International.

Dal 1998, Amnesty International ha ricevuto notizia di 622 casi di “sparizioni”, centinaia di casi di esecuzioni extragiudiziali, migliaia di arresti arbitrari e tortura diffusa da parte delle forze di sicurezza. Inoltre l’organizzazione ha appreso di numerosi rapimenti, torture e uccisioni da parte del CPN (maoista) e ha spesso chiesto ai leader del partito di porre fine a questi abusi e attenersi al diritto internazionale umanitario.

Amnesty International chiede al governo del Nepal di:
- indagare e chiarire il destino degli “scomparsi”, consegnare i responsabili alla giustizia e risarcire le vittime e le loro famiglie;
- assicurare che le forze di sicurezza rispettino l’autorità delle corti e le loro disposizioni, inclusi i provvedimenti di habeas corpus;
- fornire alla Commissione nazionale per i diritti umani del Nepal tutta l’assistenza necessaria per condurre le proprie indagini, permettendo al suo personale d’indagine di operare liberamente e avere accesso a tutti i luoghi di detenzione;
- rispettare tutti gli obblighi del Nepal sui diritti umani e applicare completamente l’ “impegno di Sua Maestà e del governo per l’applicazione del diritto umanitario e dei diritti umani” (26 marzo) con particolare attenzione alle promesse specifiche per la prevenzione delle “sparizioni”.

“L’inaudito numero di ‘sparizioni’ senza precedenti è uno dei più urgenti temi dei diritti umani che il Nepal si trova ad affrontare. Solo contrastando la cultura dell’abuso, ponendo fine all’impunità delle forze di sicurezza e compiendo riforme legali e istituzionali complete, il governo può fermare la tendenza al disastro dei diritti umani”, ha concluso Amnesty International.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 30 agosto 2004

Il rapporto Nepal: “sparizioni” in aumento in un clima di impunità è disponibile presso l’indirizzo:
http://web.amnesty.org/library/index/engasa311552004
Per l’intervista con la moglie di uno degli “scomparsi” in Nepal si prega di visitare:
http://news.amnesty.org/index/ENGASA318282004

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