Amnesty International - Comunicati Stampa

CS164-2004 24/11/2004

La violenza sessuale contro le donne propaga l'Hiv/Aids

Oggi l’Hiv/Aids colpisce più giovani donne che uomini: non è un caso, ma la catastrofica conseguenza della violenza praticata contro le donne. Questa denuncia è contenuta in un rapporto pubblicato da Amnesty International alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“L’aumento della diffusione dell’Hiv/Aids tra le donne e la violenza sessuale sono fenomeni strettamente connessi. Se i governi vogliono combattere seriamente il virus, devono affrontare un’altra epidemia mondiale, la violenza contro le donne” – ha dichiarato Cecilia Nava, vicepresidente della Sezione Italiana di Amnesty International.

La violenza è un fattore determinante di rischio per contrarre il virus; gli studi in materia affermano che il primo rapporto sessuale di una ragazza è spesso obbligato e che una donna su cinque è vittima di uno stupro o di un tentato stupro nel corso della sua vita. Le pratiche tradizionali come le mutilazioni genitali, i matrimoni precoci o il “passaggio di proprietà” delle vedove ad altri parenti maschi costituiscono ulteriori fattori di rischio.

Gli stupri di massa e la violenza sessuale nel corso dei conflitti propagano l’epidemia dell’Hiv in situazioni disperate come quelle della Colombia o della Repubblica Democratica del Congo. In questo paese decine di migliaia di donne sono state stuprate nel corso del conflitto e il sistema sanitario è completamente collassato: solo l’8 per cento del sangue donato viene sottoposto a test prima di essere usato per le trasfusioni. Nel Darfur, la regione sudanese devastata dalla guerra, lo scenario rischia di essere lo stesso, poiché anche in questo caso lo stupro e la violenza sessuale sono “armi di guerra”. La maggioranza delle donne del Darfur sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili, un fattore che innalza il rischio di infezione.

La riprovazione costituisce un ulteriore grave problema, sia per le vittime dello stupro che per le persone che hanno contratto l’Hiv/Aids. Le donne spesso rinunciano a chiedere assistenza medica dopo la violenza, per paura di essere identificate come vittime di stupro e ostracizzate dalla propria comunità di appartenenza. In Colombia, persone che erano ritenute “infette” sono state perseguitate e in alcuni casi “scomparse” o assassinate.

“In molte parti del mondo lo stigma impedisce alle donne di avere accesso a cure mediche adeguate e porta alla loro esclusione dalle famiglie e dalle comunità di appartenenza” – ha spiegato Nava.

Nei paesi in cui alle donne vengono negati i diritti di proprietà o di eredità, il diritto al lavoro e l’accesso ai finanziamenti, le donne finiscono per essere costrette a dipendere dagli uomini, in una posizione dunque nella quale è difficile difendere i propri diritti o fuggire alla violenza. Molte donne e ragazze, inoltre, non sono consapevoli delle precauzioni necessarie per l’auto-protezione dall’Hiv/Aids: in Etiopia, ad esempio, l’80 per cento delle giovani donne sposate non hanno ricevuto alcuna educazione e non sono in grado di leggere. Assicurare l’accesso all’educazione ed accrescere la consapevolezza su sesso, salute e Hiv/Aids sono misure fondamentali per proteggere i diritti delle donne e delle ragazze.

“La discriminazione e la disuguaglianza nelle relazioni di potere rende ancora più complicato mantenere il controllo della propria vita e della propria sessualità, così come pretendere rapporti sessuali più sicuri. Occorre accrescere il potere delle donne perché esse possano agire tutelando il proprio interesse” – ha proseguito Nava.

Per combattere la diffusione dell’Hiv/Aids, i governi devono adottare misure concrete volte a:
- accrescere la conoscenza sull’Hiv/Aids e garantire l’accesso ai farmaci retrovirali e ad altre cure appropriate;
- fermare la violenza contro le donne;
- garantire l’educazione delle adulte e delle bambine, includendo informazioni su salute e sessualità;
- aumentare il potere economico delle donne;
- intraprendere campagne d’informazione più efficaci per combattere la riprovazione associata all’Aids/Hiv

“Se i governi non sono in grado di assicurare l’accesso a cure mediche adeguate, la comunità internazionale deve assumersi la responsabilità di fornire il proprio supporto materiale” – ha concluso Nava.

Ulteriori informazioni

Il numero delle persone affette da Hiv/Aids nel 2003 era stimato intorno a 35,7 milioni di adulti (tra cui 17 milioni di donne) e 2,1 milioni di bambini. La percentuale delle donne è in crescita. Secondo l’agenzia Unaids, a livello mondiale le giovani donne hanno 1,6 probabilità in più di contrarre l’Hiv/Aids rispetto ai giovani uomini. Nall’Africa sub-sahariana, il 57% della popolazione adulta che ha contratto l’Hiv/Aids è costituita da donne, e due terzi dei giovani sieropositivi sono ragazze e bambine.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Sezione Italiana di Amnesty International organizza le seguenti iniziative:

- Puglia / Basilicata: incontri con Hauwa ibrahim, avvocata delle donne salvate dalla lapidazione in Nigeria (25 a Foggia, 26 a Matera e Taranto, 27 a Bari e Molfetta)
- Bologna: conferenza alla Cappella Farnese con Polly Truscott, ricercatrice di Amnesty International al rientro da una missione in Sudan
- Cagliari: incontro con Tamara Chikunova e Dilobar Khudoberganova, attiviste contro la pena di morte in Uzbekistan
- Cesena: presentazione della campagna “Mai più violenza sulle donne” in collaborazione con assessorato alle Pari Opportunità e Centro Informadonna
- Ferrara: presentazione della campagna “Mai più violenza sulle donne” insieme al Centro donne giustizia e Unione donne italiane
- Livorno: presentazione della campagna “Mai più violenza sulle donne” con il patrocinio della Provincia di Livorno
- Palmi: convegno sulla violenza domestica con la partecipazione di Soroptimist International
- Pavia: mostra fotografica itinerante sulle bambine prostitute del Bangladesh presso l’Università e presentazione della campagna “Mai più violenza sulle donne”
- Roma: presentazione alla Casa delle Letterature della campagna di Amnesty International “Mai più violenza sulle donne”
- Torino: proiezione itinerante del film “Ti do i miei occhi” e di video per le scuole e la cittadinanza, con il patrocinio di Comune e Provincia di Torino e in collaborazione col Coordinamento Cittadino contro la violenza alla donne


Fine del comunicato Roma, 24 novembre 2004


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