Amnesty International - Comunicati Stampa

CS182-2004 23/12/2004

Decine di rifugiati rischiano di essere espulsi dalla Libia

Amnesty International ha ricevuto notizie secondo cui la Libia è in procinto di deportare decine di rifugiati riconosciuti dall’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazione Unite in Libia. L’organizzazione teme che questi rifugiati – tra cui cittadini etiopi, eritrei, somali e liberiani – siano espulsi con la forza verso i propri paesi di origine entro ore o pochi giorni. Questo gruppo di persone, che comprende anche ragazzi e bambini, è trattenuto attualmente nel centro per le espulsioni del dipartimento per l’immigrazione di Tripoli.

La notizia è giunta all’indomani del rimpatrio di centinaia di cittadini stranieri effettuato dall’Italia verso la Libia il 20 dicembre. Questa operazione presenta similitudini con quanto avvenne a Lampedusa nel mese di ottobre, quando centinaia di cittadini africani e medio-orientali vennero rapidamente espulsi verso la Libia senza garanzie adeguate.

Amnesty International rinnova la richiesta al governo italiano di assicurare che i cittadini stranieri che arrivano in territorio italiano abbiano accesso a una procedura di asilo equa e soddisfacente. L’organizzazione per i diritti umani ricorda che il governo italiano è obbligato ad ammettere sul proprio territorio richiedenti asilo e rifugiati senza discriminazione.

Amnesty International sollecita il governo libico a sospendere tutte le deportazioni di rifugiati ufficialmente riconosciuti come tali e a garantire a tutti i rifugiati e ai richiedenti asilo la possibilità di ricorrere contro la decisione di deportarli. L’organizzazione chiede inoltre alle autorità di Tripoli di autorizzare l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati a visitare le persone espulse dall’Italia, in modo da verificare la loro incolumità e segnalare ogni violazione dei loro diritti fondamentali, compreso quello di chiedere e ottenere asilo in Libia, se ne avranno l’intenzione.

Ulteriori informazioni

Da tempo Amnesty International è preoccupata per la mancanza di una legislazione adeguata e organica sul diritto d’asilo in Italia. Nonostante le assicurazioni del ministro dell’Interno sulla legalità delle procedure seguite, Amnesty International è rimasta profondamente turbata per l’apparente velocità con cui, pochi giorni fa, centinaia di persone sono state deportate da Crotone verso la Libia. Il modo in cui il governo italiano sta recentemente affrontando gli arrivi per via marittima rischia di compromettere seriamente il diritto fondamentale di chiedere e ottenere asilo politico, nonché il principio del “non respingimento”, che proibisce il rimpatrio forzato di una persona in un territorio dove questa rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani.

Amnesty International aveva espresso analoghe preoccupazioni a ottobre, quando centinaia di persone erano state deportate da Lampedusa verso la Libia. L’organizzazione teme che i cittadini stranieri provenienti da paesi terzi espulsi dall’Italia in Libia rischino l’arresto arbitrario, la detenzione per ingresso e abbandono illegale del territorio libico e i maltrattamenti durante la prigionia.

Nonostante sia uno Stato parte della “Convenzione dell’Organizzazione dell’unità africana su specifici aspetti concernenti i problemi dei rifugiati in Africa” e, pertanto, sia obbligata a non rimpatriare alcuna persona verso un paese dove rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani, la Libia ha violato tali disposizioni in diverse occasioni nel 2004, ad esempio quando a luglio e agosto ha espulso verso il loro paese di origine centinaia di eritrei, molti dei quali si ritiene ora si trovino in isolamento in una prigione segreta, sottoposti a un trattamento durissimo.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 23 dicembre 2004

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