Amnesty International - Comunicati Stampa
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2004
11/05/2004
Amnesty Italia al governo: non consegnate più alle forze della Coalizione le persone arrestate in Iraq in assenza di garanzie che non saranno torturate
In una lettera inviata oggi al presidente Berlusconi e ai ministri della Difesa e degli Esteri, Martino e Frattini, la Sezione Italiana di Amnesty International ha chiesto quali passi fossero stati intrapresi, durante l’occupazione dell’Iraq, per assicurarsi che gli Stati cui venivano consegnate le persone arrestate dai militari italiani rispettassero le norme internazionali sui diritti umani.
“Chiediamo formalmente”
- prosegue la lettera, firmata dal presidente di Amnesty Italia, Marco Bertotto -
“che, in assenza di tali garanzie, le Forze Armate italiane non consegnino più persone da loro arrestate alle forze della Coalizione responsabili per gli interrogatori e i centri di detenzione. Se così non fosse, l’Italia si renderà responsabile di una violazione del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario dei conflitti armati”
.
Per Bertotto, le parole di condanna del governo italiano nei confronti della tortura non risulteranno sufficienti in assenza di "rigorose garanzie sulla tutela dell’integrità fisica e psicologica di ogni persona arrestata in territorio iracheno”.
Ulteriori informazioni
Il diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario dei conflitti armati contengono principi che affidano tali persone alla responsabilità dello Stato che li prende in custodia e li detiene.
Per quanto concerne il diritto internazionale dei diritti umani, l’interpretazione consolidata della Convenzione europea dei diritti umani è nel senso che:
a) la situazione in cui si trovano le forze italiane nei confronti della popolazione del territorio che amministrano è tale da rendere applicabile ai loro comportamenti la Convenzione europea;
b) l’esecuzione di un provvedimento con cui si trasferisce una persona alle autorità di un altro Stato, se comporta un rischio elevato che questa sia soggetta a torture o altre violazioni dei diritti umani costituisce una violazione della Convenzione da parte dello Stato che ha attuato il trasferimento.
Riguardo al diritto umanitario dei conflitti armati, sono rilevanti in particolare le norme della III e della IV Convenzione di Ginevra, secondo cui i prigionieri di guerra e i civili possono essere trasferiti a un’altra Potenza solo nel caso in cui la Potenza detentrice si sia accertata che la prima voglia e possa rispettare le Convenzioni di Ginevra. Nel caso in cui non le applichi, la Potenza che ha proceduto al trasferimento deve prendere misure efficaci per rimediare alla situazione o chiedere che le persone protette le siano rinviate.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 11 maggio 2004
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