Amnesty International - Comunicati Stampa
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2004
01/10/2004
Gaza: “L’esercito israeliano rispetti i diritti umani”
Amnesty International ha espresso la propria preoccupazione per l’incolumità della popolazione palestinese del campo profughi di Jabaliya e di altri centri del nord della striscia di Gaza, dove l’esercito israeliano sta conducendo un’offensiva militare su vasta scala.
Negli ultimi due giorni i soldati israeliani hanno ucciso più di 35 palestinesi, tra cui diversi bambini e altri abitanti che non stavano prendendo parte agli scontri armati. La maggior parte delle morti e dei ferimenti sono state causate da colpi di artiglieria; almeno due persone sono state uccise da un missile sparato da un elicottero.
L’esercito israeliano ha dispiegato nell’area decine di carri armati e di blindati, sostenuti da elicotteri. Negli ultimi quattro anni, migliaia di palestinesi (tra cui centinaia di bambini) sono rimasti feriti o uccisi da proiettili o missili esplosi dai carri armati o dagli elicotteri Apache, senza preoccuparsi delle conseguenze, contro aree densamente popolate dei campi profughi palestinesi e dei centri abitati dei Territori Occupati.
L’ultima incursione dell’esercito israeliano fa seguito all’uccisione di due bambini israeliani, provocata da un attacco palestinese a colpi di mortaio contro la città di Sderot, il 29 settembre. Gli attacchi dei gruppi armati palestinesi contro Sderot, intensificatisi negli ultimi mesi, avevano già causato la morte di due cittadini israeliani, tra cui un bambino. La mattina del 30 settembre i gruppi armati palestinesi operanti nel nord della Striscia di Gaza avevano ucciso una colona e due soldati israeliani.
Negli ultimi due giorni l’esercito israeliano ha anche demolito una ventina di abitazioni palestinesi. Le autorità israeliane hanno annunciato l’intenzione di proseguire nelle demolizioni. La scorsa settimana erano state demolite 35 abitazioni nel campo profughi di Khan Yunes.
Amnesty International teme che l’uso eccessivo della forza da parte dell’esercito israeliano, nel corso delle attuali operazioni militari nella Striscia di Gaza, possa causare ulteriori perdite di vite umane e distruzioni immotivate di abitazioni e proprietà palestinesi. Le azioni di rappresaglia contro persone e proprietà protette sono proibite dalla Quarta Convenzione di Ginevra e Israele è tenuto a garantire che ogni misura adottata per tutelare la vita dei civili israeliani sia in linea con gli obblighi di rispettare i diritti umani e il diritto umanitario.
Israele dovrebbe permettere immediato accesso nella Striscia di Gaza agli organismi internazionali umanitari e per i diritti umani, cosa che viene attualmente impedita dalle autorità israeliane.
Amnesty International rinnova la propria richiesta a tutti i gruppi armati palestinesi affinché cessino immediatamente gli attacchi contro i civili israeliani, sia in Israele che nei Territori Occupati. L’organizzazione per i diritti umani sollecita le autorità palestinesi a fare il massimo sforzo per impedire questi attacchi.
Secondo Amnesty International, infine, è più che mai necessario che la comunità internazionale invii osservatori in Israele e nei Territori Occupati, con l’obiettivo di assicurare la protezione dei diritti umani sia dei palestinesi che degli israeliani.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 1° ottobre 2004
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